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Intervista a GIANLUCA DALUISO di Roberto Carboni

 

Ciao Gianluca, prima di tutto raccontaci quello che hai già realizzato finora.

Che bella domanda! Potrei dire di aver realizzato, negli ultimi anni, tre desideri che avevo sin da quando andavo a scuola. Il primo è sicuramente quello di poter scrivere per “Il Fatto Quotidiano”. Sono cresciuto leggendo i libri e gli editoriali di Marco Travaglio. Per me è sempre stato un maestro. A qualcuno può stare simpatico, a qualcun altro antipatico. Ma rimane, secondo me, uno dei migliori giornalisti italiani. Ogni mattina, prima di andare a scuola, passavo sempre in edicola a comprare quel quotidiano. Ecco, oggi poter far parte di quel giornale (anche se in piccolissima parte) mi rende molto orgoglioso. Stimo molto i colleghi de “Il Fatto Quotidiano”.  La seconda è di aver condotto una trasmissione su Rai Radio 2. La radio è un mezzo straordinario. Credo che ci tornerò presto. E la terza è sicuramente il libro che ho scritto. È stato un lavoro faticoso, ma spero che sia venuto fuori un bellissimo testo.

daluiso

Il tema del tuo libro è impegnativo, riscontra una problematica molto sentita dai giovani italiani. Come mai ti appassiona questa esigenza?

Come scrivo nell’introduzione l’idea del libro è nata vedendo diversi amici che erano costretti ad andare all’estero. Faccio una premessa. Non c’è nulla di male di andare via dall’Italia per motivi di studio o lavoro. Se qualcuno ha il sogno di vivere a Parigi, a Londra o in qualsiasi altra città è giusto che vada via dal nostro Paese. Il problema sorge quando questa decisione non è più una scelta, ma bensì un obbligo. Giovani (e meno giovani) che sono costretti a scappare all’estero perché in Italia non vedono più un futuro possibile. Ecco, questa cosa mi amareggia molto. Quindi ho voluto fare qualcosa nel mio piccolo. Ho coinvolto tanti esponenti che potessero dare dei suggerimenti su come poter “CAMBIARE IL PAESE PER NON DOVER CAMBIARE PAESE”. Spunti rivolti non soltanto alla politica ma a tutti. Perché anche il singolo cittadino, nel suo piccolo di tutti i giorni, può dare un importante contributo nel cambiamento del Paese. Come diceva Don Pino Puglisi “E se ognuno di noi fa qualche cosa, allora si che si può fare molto”.

 

Hai incontrato molti personaggi importanti.

In che modo li hai convinti a far parte del tuo progetto?

So essere molto persuasivo! (ride, ndr).

A parte gli scherzi con alcuni c’era già un rapporto di amicizia. Con altri ci siamo conosciuti quando ho proposto loro questo progetto. Devo ammettere che sono stati tutti molto disponibili. Credono profondamente in queste tematiche e hanno dato tutti volentieri il loro apporto. Tra l’altro abbiamo contribuito tutti in maniera gratuita alla realizzazione di questo libro perché abbiamo deciso di destinare i diritti d’autore in beneficenza ad Emergency.

 

Con chi ti sei emozionato maggiormente e perché?

Ti dico la verità: mi piacciono tutti i contributi che sono stati dati perché ognuno lo ha dato nel suo modo, con il suo linguaggio. Ha reso il tutto ancora più speciale e interessante. Quindi mi sono trovato davvero bene con tutti. Poi, se ti devo dire per forza un nome, ti direi Nadia Toffa. Ha fatto veramente una bellissima prefazione. Credo che da sola valga tutto il prezzo di copertina. È una ragazza solare, preparata e molto in gamba.

 

A parte ciò che leggeremo nel tuo libro, qual è il consiglio che ti sentiresti di dare ad un giovane che non vede un futuro in questo momento? Perché restare e provare a cambiare il sistema?

Non credo di avere titoli per poter consigliare qualcosa ai miei coetanei. E soprattutto non voglio sembrare quello che ne sa più degli altri. Ho assolutamente tutto da imparare da tutti. L’unica cosa che mi sento di dire a loro è di credere in se stessi. Sempre. Anche quando tutti intorno a loro li dissuaderanno dal farlo. Di non arrendersi davanti alle difficoltà o alla prima sconfitta. Perché CREDO CHE UNA PERSONA NON VADA GIUDICATA PER I SUOI SUCCESSI, MA PER TUTTE LE VOLTE CHE È CADUTO E HA AVUTO LA FORZA DI RIALZARSI. Questo è quello che conta. Fuggire può essere la soluzione più facile. Alle volte è addirittura inevitabile. Ma fino a quando c’è la possibilità lottiamo per i nostri sogni.

 

Quali saranno i prossimi appuntamenti con la presentazione del libro?

Dopo le 2 tappe effettuate questo mese nelle università di Ancona e Urbino abbiamo molte altre date. Il nostro obiettivo primario è quello di portare il libro in tour nei licei e università d’Italia da settembre in poi. Quindi, se vorrete invitarci, verremo molto volentieri. È fondamentale iniziare dagli studenti. Anche sotto il fascismo le scuole erano centri di resistenza. I giovani sono i cittadini del futuro. È giusto incontrarli e stimolarli.

 

Fai un saluto ai lettori del nostro magazine che sono soprattutto persone predisposte a vedere oltre e che hanno voglia ogni giorno di rimettersi in gioco?

Molto volentieri. Prima di accettare di fare questa intervista mi sono informato sul vostro magazine. È veramente molto carino! Mi piace! È fondamentale avere la forza di mettersi continuamente in gioco. Io credo che avesse ragione Eleanor Roosevelt quando disse che “IL FUTURO APPARTIENE A CHI CREDE NELLA BELLEZZA DEI PROPRI SOGNI”.

 

Grazie per la chiacchierata! Ciaoooo!!

E per chi vorrà comprare il libro, buona lettura!

 

Grazie e buona fortuna.

VIABUY

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