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COMUNICAZIONE EFFICACE

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La comunicazione è il processo che consente di trasmettere informazioni.

Comunicare in modo efficace significa sapersi esprimere in ogni situazione con qualunque interlocutore sia a livello verbale che non verbale (espressioni facciali, la voce e la postura), in modo chiaro e coerente con il proprio stato d’animo. Comunicare in modo efficace significa fare in modo che il messaggio che io (emittente) desidero comunicare all’altro (ricevente) arrivi in modo da poter essere compreso, ricordando che può esserci “rumore di fondo”, cioè possono esserci interferenze sia esterne (vero e proprio rumore, linea telefonica disturbata, ecc.) che interne (emozioni, pensieri che interferiscono con l’espressione o la comprensione del messaggio). Pertanto è necessario tenere in alta considerazione il segnale di ritorno che ricevo dall’altro, il feedback e cioè: l’ascolto delle parole e l’osservazione delle espressioni facciali, la voce, la postura e le parole, per verificare se il mio messaggio è arrivato.

CHI ASCOLTA stabilisce se la comunicazione è efficace, cioè se ha capito e che cosa ha capito di ciò che abbiamo voluto esprimere, NON CHI PARLA!

Un atto comunicativo” è composto da:

1.emittente chi emette il messaggio

2.ricevente a cui è destinato il messaggio

3.messaggio ciò che si comunica

4.canale il mezzo attraverso il quale si comunica

5.codice il modo, il linguaggio col quale si comunica

6.contesto il “luogo” nel quale si comunica

Perchè svilupparla?

La comunicazione ci serve per esprimere noi stessi, i nostri stati d’animo e per poter istaurare relazioni soddisfacenti, nelle quali condividere i nostri bisogni, valori ed obiettivi con gli altri con chiarezza. Comunicare efficacemente significa anche saper ascoltare e quindi conoscere meglio gli altri, i loro bisogni,  ed obiettivi.

ESEMPIO: Immagina che tuo figlio cerchi di spiegarti com’è la ragazza che gli piace: lui parla di marche di abiti particolari; usa termini tipo “truzza” o “emo”; e tu ti fai un’idea di come potrebbe essere.

Ma, nonostante questo, quando lui la porta a casa scopri che avete idee molto diverse su cosa intendete per … bella!

Figuratevi cosa succederebbe se la conversazione riguardasse termini più complessi come “autonomia” o “sicurezza”. La bella ragazzina è concreta — posso almeno descriverla — mentre l’autonomia e la sicurezza sono VALORI.

Sono parole astratte, non hanno una forma definibile! Se padre e madre danno per scontato di avere la stessa idea di autonomia o di sicurezza per i propri figli, e se entrambe i genitori danno per scontato di intenderle alla stessa maniera, sarà molto complesso condividere decisioni importanti quali l’età giusta per far uscire il figlio da solo con gli amici.

Come svilupparla?

Innanzitutto è fondamentale sforzarsi di fare in modo che il vostro interlocutore comprenda esattamente ciò che desiderate comunicare, in modo semplice e chiaro.

Per comunicare efficacemente è molto importante avere chiaro il motivo, l’obiettivo della nostra comunicazione e quindi chiediti sempre:

  • QUAL È IL VERO MOTIVO PER CUI VOGLIO COMUNICARE CIÒ CHE HO IN MENTE?
  • COSA VOGLIO DAVVERO DA QUESTA PERSONA?
  • COSA DESIDERO CHE ACCADA DOPO CHE HO COMUNICATO CIÒ CHE HO IN MENTE?

Esistono alcuni modi di vedere la comunicazione, conosciuti come presupposizioni della PNL (programmazione neuro linguistica), utili per una comunicazione efficace, eccone alcuni

  1. Il significato della mia comunicazione è la risposta che ricevo.

Ovvero il comportamento dell’altro è la risposta al mio comportamento.

Domanda:

“Cosa ho fatto io perché l’altro si è comportato così? Allora, c’è qualcosa che posso cambiare nel mio comportamento (nella mia comunicazione)?”

  1. Non si può non comunicare.
  2. Il mio modo di vedere il mondo, non è il mondo reale: la cartina dell’Italia non è l’Italia!
  3. L’unica informazione certa su una persona è il suo comportamento.
  4. La persona non è il suo comportamento.
  5. Ogni comportamento è la miglior scelta possibile.
  6. Ogni comportamento ha sempre un’intenzione positiva.
  7. Non c’è mai fallimento ma solo feed-back.

Scegliete un presupposto al giorno dal numero 1 al numero 8 e osservate, ascoltate cosa accade quando provate a credere a questo presupposto.

 

Fonte: http://www.lifeskills.it/comunicazione-efficace

VIABUY

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